INGRESSO 3€ CON TESSERA ARCI
Tre amiche, tre attrici, tre cantanti. Aggiungete gli anni 50 e lo swing ed ecco….Ladyvette!
PEPPER:
Nata a Pascagoula, un paesino della louisiana, da madre brasiliana, ballerina di samba, e padre creolo, calzolaio, la giovane meticcia frequenta la chiesa evangelica. Lì muove i primi passi nel mondo della musica cantando da solista nel coro gospel della basilica di Santa Amalia. Dopo una peccaminosa relazione con il figlio del reverendo la poverina fu cacciata di casa (e di chiesa) e decide di raggiungere la cugina Billie (Holiday, non so se la conoscete?) che lavorava ad Harlem in un bordello. Cominciò ad esibirsi nelle bettole più losche e fumose della periferia newyorkese, finchè una sera venne notata da un sassofonista, Charlie (Parker, pare) che si innamorò follemente di lei. Ma la loro relazione non fu tutta rose e fiori, lei venne arrestata per rissa e adescamento (accuse calunniose da cui venne giustamente scagionata) mentre Charlie entrava e usciva dalle droghe. La sua salute cominciò a barcollare, una forte infiammazione alle narici le creò non pochi problemi col canto. E le sue continue crisi di starnuti per la sua allergia al pepe (o almeno così diceva lei) la resero famosa nel giro come “la pepata”. Stanca della vita turbolenta, si sposò di nascosto con uno scrittorucolofrancese, Jean Paul, che lavorava per una rivista ‘osè’ per signore (sembra che poi abbia imparato a scrivere. Sartre, si chiamava). Abbandonato J.P. appena sbarcata in Europa, trovò lavoro come ballerina a Pigalle. Una sera di pioggia camminando in Boulevard San Germain si fermò sotto la tettoia del Cafè De Flore. Le si era rotto un tacco.
CHERRY:
Settima figlia di una famiglia di fattori mormoni dell’Oklaoma, passa la sua infanzia a mungere mucche e a trasportare il latte con la sua bici al caseificio del paese. La madre Mary AnnMagdalen considera superfluo farle frequentare la scuola (che te ne fai quando hai salute e denti forti? Soleva ripeterle)e così questa ragazzona dalle braccia forti e dal cuore grande, appena compiuti i sedici anni viene data in sposa al proprietario della famosa pasticceria Cherry Donut’s , e qui dandoci dentro con farina e uova ben presto impara a sfornare le più buone ciambelle di tutta la provincia, quelle con un cuore morbido di ciliegia, appunto. Non tutte le ciambelle però vengono col buco, si sa… e così un pomeriggio di marzo, coi pancakes che sfrigolavano allegri nell’olio bollente, uscì un attimo per salutare il garzone dei giornali e sfortunatamente la pasticceria andò a fuoco. Il marito infuriato la cacciò di casa dicendole che non era in grado neanche di fare un uovo alla coque e che non osasse ripresentarsi prima di avere imparato la lezione. Ma l’ingenua ragazza, che non masticava il francese e non capiva le metafore, prese questo come un invito a imparare la cucina francese e si imbarcò alla volta di Parigi. Lì fece la sguattera in diversi bistrot e dopo aver incendiato, allagato, fatto esplodere varie cucine, approdo’ in una bettola di mont-martre che ospitava giovane chansoniers che si esibivano per pochi franchi. Uno di loro, Jacques Brel (bravino, non c’è che dire) rimase estasiato dal sorriso di quella ragazza americana che rompeva un bicchiere ad ogni gesto e decise di insegnarle un arte meno pericolosa della cucina, la musica. Una sera di pioggia camminando in Boulevard San Germain si fermò sotto la tettoia del Cafè De Flore. Le si era rotta un’unghia.
SUGAR:
Figlia devota e amata di un ricco industriale del Quebec che produceva penne stilografiche, viene educata nelle migliori scuole francofone del Canada. Prende lezioni di danza classica e bel canto. Cresce obbediente e colta, semplice ed elegante al tempo stesso. Le sue nozze con il celebre pittore Marcel DuVin furono celebrate a Montreal. Passava le sue giornate cantando mentre l’amato Marcel dipingeva sempre meno e sempre peggio. Lentamente la loro vita da sogno divenne un incubo. Il marito, incapace di rispondere alle critiche sempre più feroci, iniziò a bere e a diventare violento. Dopo l’ennesima lite, pochi anni dopo, la piccola Sugar rimase vedova. Marcel venne trovato morto, in circostanze poco chiare, e con una zolletta di zucchero incastrata in gola. Il colpevole dell’efferato omicidio non è mai stato trovato. Sugar, disperata, decise di andare alla ricerca di sé, insieme ad un giovane ed affascinante aviatore. Girò l’Africa, l’Asia e tutte le colonie francesi. Alla morte prematura e misteriosa del bell’aviatore (strozzatosi accidentalmente con una zolletta di zucchero) Sugar, decise di fondare il “Circolo delle Urlatrici” con un gruppo di poetesse e cantanti francesi, incontrate tra bettole, locali e circoli di tutto il mondo. Nel giro di pochi mesi, “le urlatrici” erano già richieste in tutti i locali di spogliarelli della Francia, fino all’approdo a Parigi, dove furono viste sfilare sul palco del Moulin Rouge. Nel frattempo strinse rapporti molto intimi con le ragazze della sua compagnia, in particolare con Monique Wittig, cantante e poetessa femminista attivista per l’emancipazione femminile, con cui andò a vivere in una piccola soffitta bohemienne. Una sera di pioggia camminando in Boulevard San Germain si fermò sotto la tettoia del Cafè De Flore. Le si era smagliata una calza.
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