Talk: Minifest della filosofia – Iconotropia. Il falso principio della nostra Tradizione

Robert Graves é considerato uno dei maggiori poeti inglesi del XX secolo nonché un rinomato studioso di mitologia. In una delle sue opere più importanti, La Dea Bianca, egli espone in modo generico il significato del termine “Iconotropia”: “L’iconotropia è una tecnica di deliberato travisamento consistente nella distorsione del significato di antiche icone rituali al fine di sanzionare un profondo mutamento avvenuto nel sistema religioso esistente (di solito il passaggio da un sistema matriarcale a uno patriarcale), incorporando nei miti nuovi significati.”
E aggiunge: “La mia tesi è che il linguaggio del mito poetico anticamente usato nel Mediterraneo e nell’Europa settentrionale fosse una lingua magica in stretta relazione con cerimonie religiose in onore della dea-Luna […] Questa lingua fu manomessa verso la fine dell’epoca minoica, allorché invasori provenienti dall’Asia centrale cominciarono a sostituire alle istituzioni matrilineari quelle patrilineari rimodellando o falsificando i miti per giustificare i mutamenti della società. Poi giunsero i primi filosofi greci, fortemente ostili alla poesia magica, nella quale ravvisavano una minaccia per la nuova religione della logica. Sotto la loro influenza venne elaborato un linguaggio poetico razionale (oggi chiamato classico), in onore del loro patrono Apollo, linguaggio che fu imposto al mondo come il non plus ultra dell’illuminazione spirituale.”

Se si ammette la plausibilità di questo tipo di processo, posto praticamente alla genesi della civiltà occidentale, la prospettiva che si adombra sembra illustrare una sorta di cospirazione patriarcale originaria, condotta in successivi momenti storici, attraverso le armi della falsificazione e della menzogna, siano esse attuate con l’ausilio di miti tecnicizzati o per mezzo di una “menzognera” testimonianza storica. Tale ipotetica operazione mostrerebbe, e non a caso, molti tratti di continuità con i successivi processi della Santa inquisizione, con “la caccia alle streghe” di medioevale memoria e, successivamente, con il colonialismo e lo sviluppo della società capitalista occidentale.

La contrapposizione tra assetto matriarcale/patriarcale, tra terra e cielo, tra dimensione “ctonio-lunare” e “culto uranico” prosegue senza sosta con la distruzione delle forze vive della terra e degli umani. I culti uranici e patriarcali hanno introdotto la “ci-viltà” sacralizzando il numero (il denaro) ed erigendo altari alla “religione della logica”, mortificazione delle forze naturali.

L’esercizio iconotropico trova i suoi alleati e protrattori anche nell’epoca del tardo capitalismo avanzato.
Per dirla ancora con le parole di Graves:
“L’«oggi» è una civiltà in cui gli emblemi primi della poesia sono disonorati […] Una civiltà in cui la Luna è disprezzata come un satellite senza vita e la donna è personale statale ausiliario.”
Dietro i simboli del binarismo maschio/femmina quella che pare scomparsa dall’orizzonte della nostra cultura è l’immaginazione analogica e poetica che era alla base delle esperienze cultuali modellate sui cicli agrari del mondo vegetale. Essa è scomparsa in favore di un’altra facoltà, quella che permette la sola contemplazione del dispositivo smart-phone. L’uso totalitario delle immagini artificiali per scopi mediatici è diventato così pervasivo che lo stesso processo iconotropico non ha più senso né valore. Il capitalismo patriarcale nella sua forma più compiuta non ha più bisogno di giustificare e sanzionare il suo predominio, non servono più né inganni né menzogne, basta l’esposizione a una confusione totale e generalizzata. Siamo già da un bel po’ nell’epoca dell’iconotrofia.

Relatore: Francesco D’Achille, filosofo e ricercatore indipendente. Nel 2014 consegue il suo titolo di Dottore di ricerca in Filosofia all’Università del Salento (Lecce-Italia) in co-tutela con l’École pratique des hautes études (Parigi-Francia) sotto la supervisione di Jacques Le Rider. Si è occupato prevalentemente di filosofia moderna e contemporanea specializzandosi sul tema della “critica del cristianesimo nell’opera di Friedrich Nietzsche”. Negli ultimi anni le sue ricerche si sono orientate verso lo studio della storia delle religioni e della scienza della mitologia, i suoi autori di riferimento in questo campo sono K. Kerényi, J. J. Bachofen e F. Jesi.

📅 Giovedì 29 gennaio
🕒 Ore 18:30
🎟️ Ingresso libero con Tessera Arci
📍 Sottoscala9 – Via Isonzo, 194 (LT)