Minifest della Filosofia – La politica del Briccone: Destituzione, parodia e soglie d’indistinzione

Questo incontro intende esplorare la figura del Trickster non come semplice curiosità antropologica, ma come una categoria filosofica e politica capace di scardinare le strutture identitarie dell’Occidente. Definito spesso come “briccone divino”, questo mitologema rappresenta una forza destituente che agisce rendendo inoperosi i concetti di soggetto sovrano e di identità fissa.

Attraverso la sua natura amorfa e costantemente in trasformazione, il Trickster abita una soglia di indistinzione dove le opposizioni binarie che reggono il nostro pensiero — come sacro e profano, giusto e sbagliato, o realtà e possibilità — smettono di essere dicotomie escludenti per diventare polarità tensionali.L’analisi si concentra su come questa figura interrompa il dispositivo metafisico della realizzazione, ovvero l’idea che ogni azione debba essere l’attuazione di un fine preesistente o di un’identità data. Il Trickster, al contrario, agisce come un “mezzo senza fine”, un gesto puro che non si esaurisce mai in un’attualità definitiva, mantenendo sempre un contatto vivo con la propria potenza. Questa modalità d’essere trova un’eco nella pratica della parodia, intesa come la capacità di “cantare accanto” a se stessi: un modo per assumere le maschere sociali e i ruoli imposti non per convalidarli, ma per svuotarli dall’interno, rivelandone la natura fittizia. In questa prospettiva, l’insurrezione non viene più intesa come lo scontro tra soggetti politici definiti, ma come l’emergere di una “singolarità qualunque” che si riappropria della propria incompiutezza. Figure contemporanee come il Joker incarnano questa transizione dalla tragedia della colpa e della responsabilità alla commedia del carattere, dove il negativo – la mancanza di un’identità sostanziale – viene esposto e trasformato in una “naturale letizia”.

In conclusione, abitare il mondo sub specie magi o come un Trickster significa imparare a disattivare i dispositivi di cattura del potere, trasformando ogni confine in una soglia di passaggio e ogni identità in un gioco inoperoso.

Relatore: Emanuele E. Pelilli, laureato in Filosofia teoretica e addottorato in Studi Politici tra Roma, Berlino e San Francisco, è professore di liceo e ricercatore indipendente. Ha lavorato e pubblicato sul pensiero di Walter Benjamin, Furio Jesi, Giorgio Agamben e sulla prima scuola di Francoforte. Ha curato insieme a James Martel della San Francisco State University il numero monografico della rivista “Polemos”, dal titolo “Furio Jesi. Mitopolitica”.”

📅 Giovedì 23 aprile
🕓 Dalle ore 18.30
🎟️ Ingresso a sottoscrizione libera con Tessera Arci
📍 Sottoscala9 – Via Isonzo, 194 (LT)